Devastante in campo, instancabile fuori: un biennio da protagonisti, ma è il Gruppo il vero regista

Un percorso illibato per un trionfo di tutti


Diciannove vittorie, due pareggi e una sconfitta, 59 punti totali, miglior attacco e miglior difesa del campionato. Siamo partiti da questi stratosferici numeri di appena un anno fa per rendere l’idea di quanto fatto adesso: carta straccia, statistiche già all’archivio e addirittura superate, da un gruppo che quest’anno ha fatto incredibilmente meglio. Casella zero tra i KO, 60 punti totali e un campionato annichilito dall’inizio alla fine. La Seleçao annienta il girone B per la terza volta di fila e lo fa con numeri fuori da ogni logica, replicando colpo su colpo ad avversari che le sono stati col fiato sul collo fino all’ultima curva di un Gran Premio che sembrava non finire mai, e che ha visto ancora una volta i biancazzurri uscire primatisti in ogni classifica collettiva e individuale.

Ma citare i singoli è esercizio che non ci appartiene. Esaltare le gesta di ognuno dei componenti di una rosa che sta scrivendo pagine di storia sarebbe giusto, anche doveroso visti i numeri appena elencati, ma è il gruppo ad aver dominato la scena. Una squadra unita e compatta in tutte le sue sfaccettature, dove si passa da ragazzi di primo pelo a senatori navigati, che martedì su martedì hanno zittito nemici e malelingue, prendendosi la vetta della graduatoria senza mollarla per un istante. E pensare che un anno fa - di cui ci preme, ancora una volta, sottolineare i numeri spaventosi - fu proprio la Seleçao ad inseguire la cima inizialmente. A questo giro invece non c’è stata trippa per gatti: sempre al comando, sempre a guardare tutti dall’alto al basso e sempre disegnando calcio.

Un organico che ha risposto presente ad ogni sfida e che corona così un biennio da favola, tanto da perdere una sola volta in due campionati consecutivi. È il sigillo di una due-stagioni da incorniciare, destinata a rimanere negli annali dei campionati Play League grazie a un gruppo che è stato quasi lo stesso dall’estate 2024, quando una rifondazione macroscopica aveva gettato ombre e dubbi legittimi sul cammino di una formazione già campione in carica dall’anno precedente. Perplessità svanite con l’arco del tempo sul rettangolo verde, dove la banda biancazzurra ha trovato sempre più fiducia e soprattutto unione d’intenti. Sì, quell’ingrediente segreto che è stato senza dubbio alla base di questi meravigliosi successi. Perché è stato lo spogliatoio a scendere in campo di settimana in settimana, cementandosi anche fuori dal terreno di gioco e imponendosi partita per partita su praticamente ogni avversario.

Potremmo dire ancora tanto su una rosa che vanta giocatori fantastici ma che si sono soprattutto amalgamati bene l’un l’altro, in un tetris di combinazioni perfette che ha prodotto tutto questo. Un gruppo che non si stanca mai di stare insieme e che, probabilmente, non lo farà ancora per molto tempo. Perché i titoli passano, ma il legame resta: ci sono ancora tante battaglie da affrontare, ma quella più grande l’abbiamo già vinta da quasi due anni. I risultati vanno semplicemente a suggellare tutto ciò, rendendolo ancora più magico. Dopo due tornei da rullo compressore, celebrare il collettivo è cosa prima di tutto doverosa, ma anche buona e giusta per darsi lo slancio migliore in vista di un futuro da scrivere ancora allo stesso, semplice, modo: insieme.